Sentenza n. 22206 del 6 ottobre 2015

IMPOSTA DI REGISTRO – BASE IMPONIBILE – VALORE DI AVVIAMENTO

Tributi e lavoro

La Suprema Corte ha affermato, in tema di imposta di registro, a differenza dei precedenti gradi di giudizio, che l’esistenza di un valore di avviamento dell’azienda non può escludersi sulla base del realizzo di perdite negli esercizi precedenti, e successivi, a quello di cessione dell’azienda. L’avviamento costituendo una qualità aziendale possiede un valore che si somma a quello degli altri beni di pertinenza dell’azienda stessa. In definitiva trattasi di un valore che, non necessariamente, risente dell’andamento dell’attività aziendale. La sentenza è in linea con un oramai costante orientamento in materia di pronunce di legittimità ma, anche, negli orientamenti e nella prassi dell’Agenzie delle entrate.

(Oggetto della controversia: avviso di accertamento sul valore dell’avviamento) (CASSAZIONE, Sez.

Tributaria, Presidente: Di Blasi, Estensore: Terrusi)