Rivalutazione beni d’impresa e partecipazioni

Finanziaria 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) - Legge di stabilità.
Commi da 889 a 896

Tributi e lavoro

E’ stata riproposta la possibilità di procedere alla rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni. La possibilità è riservata alle società di capitali e agli enti commerciali che non adottano i Principi contabili internazionali (IAS).

La rivalutazione dei beni deve essere effettuata in sede di bilancio 2015 e deve riguardare tutti i beni risultanti dal bilancio al 31 dicembre 2014 appartenenti alla stessa categoria omogenea. Il conseguente saldo attivo di rivalutazione deve essere imputato al capitale o accantonato in un’apposita riserva, affrancabile anche parzialmente con il pagamento di un’imposta IRES/IRAP del 10% o, in caso contrario, ai fini fiscali considerato in sospensione d’imposta.

Il riconoscimento, ai fini fiscali (IRES/IRAP), dei maggiori valori avviene a partire dal terzo esercizio successivo a quello di rivalutazione (in generale dal 2018), tranne per i beni immobili il cui riconoscimento è stato previsto dal periodo di imposta in corso al 1 dicembre 2017, mediante il versamento, in unica soluzione, entro il termine di scadenza di versamento del saldo delle imposte sui redditi, di un’imposta sostitutiva pari al:

  • 16% per i beni ammortizzabili;
  • 12% per i beni non ammortizzabili,
con possibilità di compensare quanto dovuto con eventuali crediti di imposta disponibili.
Qualora si addivenga alla cessione, assegnazione ai soci/autoconsumo o destinazione a finalità estranee all’esercizio di impresa, prima dell’inizio del quarto esercizio successivo a quello di rivalutazione (1° gennaio 2019), la plus/minusvalenza deve essere calcolata con riferimento al costo del bene ante rivalutazione.

 

 

Pubblicato il 04 Gennaio 2016